INIZIARE A OTTIMIZZARE I META TAG CLASSICI

Proseguendo con la guida dedicata all’ottimizzazione On-Page per i motori di ricerca, andiamo a dare un’occhiata a quelli che sono i meta tag. Prendiamo in esame quelli più conosciuti e (spesso) fin troppo abusati, così vediamo come fare per sfruttarli al meglio in modo da poter segnalare ai motori di ricerca gli argomenti di cui tratta il nostro sito/blog, migliorando anche (con alcuni) quello che letteralmente viene mostrato nei risultati delle SERP in seguito ad una ricerca fatta dall’utente.

Guida SEO On-Page: Come ottimizzare i meta tag nei nostri documenti online | Skylark, Web Agency a Roma e Guidonia

FONDAMENTALMENTE, PARLANDO DI OTTIMIZZAZIONE DEI META TAG, A QUALI CI RIFERIAMO?

CHARSET

Utile specialmente per i siti in multilingua e per idiomi particolari, perché aiuta ad esempio nella visualizzazione corretta delle lettere accentate o caratteri particolari. In soldoni, specifica la codifica dei caratteri per il documento (o l’output in quel momento) HTML. I valori comuni che possono essere attribuiti a questo meta tag sono ad esempio UTF-8 che corrisponde alla codifica dei caratteri per Unicode e ISO-8859-1, che invece sta per la codifica dei caratteri dell’alfabeto latino.
Realisticamente, è possibile utilizzare sempre questo meta tag, ma è bene segnalare comunque che anche ad oggi, difficilmente un browser possa comprendere tutti in caratteri in maniera nativa, quindi più ampia è la scelta di codifica utilizzata, maggiori sono le possibilità che un browser li capisca. La forma corretta nella dichiarazione è (per UTF-8) <meta charset=”utf-8″/>

DESCRIPTION

Una descrizione breve e che possibilmente, vada a completare il titolo della pagina in modo da offrire un contenuto quanto più completo agli utenti che cercano informazioni. Al di là dell’importanza che potrebbe avere lato SEO (ma siamo sempre nel mezzo di supposizioni e congetture relative in ogni caso al tipo o livello e di complessità della SERP che ci interessa) ha una grossa importanza poiché è uno dei riferimenti principali che va ad esaudire un esatto bisogno di ricerca, quindi sarebbe giusto provare tenersi sempre entro un numero limite di caratteri (solitamente una manciata massimo oltre il centinaio), per evitare che possa essere tagliata nella visualizzazione.

Concettualmente, deve offrire una buona sintesi del contenuto della url che stiamo per aprire, in modo da poter davvero funzionare da valore aggiunto e aiutare l’engagement verso i potenziali utenti, aumentanto il tasso di click e le visite alle proprie risorse.

La dichiarazione corretta è <meta name =”description” content=”da riempire con informazioni davvero utili”/>

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KEYWORD(?)

Non mi è mai piaciuto, non lo uso, non mi è mai stato utile e se viene abusato in maniera impropria rischia di essere anche dannoso. Insomma, non è indispensabile e lato SEO non conta proprio più nulla, nonostante un tempo fosse davvero considerato fondamentale. Ad oggi, questo elemento non viene preso in considerazione dai motori di ricerca a causa del grande potenziale di manipolazione a cui può essere sottoposto, ma se proprio non vogliamo farne a meno perché “ci dormiamo male” la notte o siamo convinti che per le SERP della signora Pina che vende le rose nel nostro paesello possa aiutare, è consigliabile quantomeno scegliere un set di parole chiave in modo oculato, senza strafare e rispettando il contenuto della pagina in cui vengono esplicitate.

Poiché gli script locali e i metamotori di ricerca attingono talvolta alle informazioni di questo meta tag (se proprio non v’è altro da fare), è consigliabile inserire sempre parole chiave pertinenti. Le singole key possono essere separate nel tag con una semplice virgola, anche se parliamo di keyphrase.

Anche per questo, la dichiarazione corretta (ripeto: se proprio vogliamo usarlo) è <meta name =”keywords” content=”parola chiave 1, parola chiave 2, parola chiave 3″/>

AUTHOR E COPYRIGHT

I meta tag “Author” e “Copyright” offrono la possibilità di inserire informazioni su chi abbia realizzato il lavoro e chi abbia il copyright del contenuto. Oltre a delle info prettamente “legali”, può essere una comodità nella gestione di grandi testate online per verificare la paternità di un progetto o anche un singolo documento come un articolo, perché i CMS più diffusi assegnano ormai in maniera automatica questi due tag al creatore del contenuto pubblicato.

dichiarazione corretta: <meta name=”author” content=”nome dell’autore”/> e <meta name =”copyright” content=”proprietario del sito”/>

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ROBOTS

Una delle funzioni principali della sezione dedicata ai meta tag è quella di fare in modo di consegnare ai crawler dei motori quante più informazioni possibili rispetto al nostro sito. Attraverso il tag robots possiamo invece stabilire SE una pagina/contenuto viene inserito/a nelle operazioni di indicizzazione oppure no e SE i link in uscita vengono seguiti dai crawler o devono invece essere ignorati. Da un punto di vista SEO, aiutano e non poco la scansione corretta dell’intero progetto ed evitano di inserire nell’indice contenuti che potrebbero essere online ma in maniera privata, o potrebbero essere lì per un periodo limitato o ancora potrebbero essere ad esempio versioni stampabili di post o pagine e quindi, se non indicizzati evitano di essere visti come duplicati (cosa non proprio buonissima per il padrone motore).

<meta name=”robots” content=”index/noindex”/>

L’attributo “robots” si rivolge a tutti i crawler dei motori di ricerca. L’attributo content “noindex” contiene l’informazione che la pagina non deve essere indicizzata. Se volete impedire l’indicizzazione solo per alcuni robot poi, è possibile inserire un attributo nome alternativo come per esempio “googlebot” (indovinate rivolto a chi).

Un altro meccanismo che rientra nel funzionamento standard di un web crawler è quello del seguire i link in uscita da pagine HTML verso altre risorse. Qualora fosse desiderato, questo processo può essere malipolato (sempre nel meta tag) attraverso i valori follow o nofollow in questo modo: <meta name=”robots” content=”follow/nofollow”/>

I meta tag index/noindex e follow/nofollow possono essere utilizzati in modo singolo o anche in combinazione. Così facendo (e sapendo scegliere relativamente alle nostre esigenze) è possibile stabilire se un sito (o parte di esso) deve essere inserito o meno nell’indice, e se gli hyperlink (fatemelo scrivere con hyper, su!) devono essere ignorati o meno dai crawler.

Come ulteriore alternativa è possibile anche impedire e/o permettere entrambe le azioni dei robot di ricerca.

<meta name=”robots” content=”index,nofollow” />

<meta name=”robots” content=”index,follow” />

<meta name=”robots” content=”noindex,nofollow” />

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HTTP-EQUIV

L’http-equiv viene utilizzato essenzialmente per simulare un’intestazione di risposta HTTP. Sembra strano perché spesso non si trova un motivo valido per poter fare una cosa del genere, ma bisogna tenere in conto che non sempre si può avere accesso alle configurazioni dei server dove sono in produzione i nostri progetti, pertanto l’http-equiv si sfrutta per (ri)definire alcune impostazioni che altrimenti richiederebbero l’uso di un’intestazione di risposta HTTP nativa sulla macchina che ci ospita (ad esempio su un hosting condiviso low-cost).

Uno dei modi più usati per questo attributo e riconosciuto un po’ da tutti è stato il content-type. Specificava la codifica dei caratteri per il documento. Se ne è fatto largo uso con il buon HTML4 e la sintassi era come segue: <meta http-equiv=”content-type” content=”text/html; charset=UTF-8″/> (oggi con HTML5 abbiamo sono il charset). Altri valori che possono essere utilizzati però con http-equiv includono: content-security-policy, content-length, content-encoding, default-style, window-target e refresh.

Esempio con refresh
Con il refresh, è possibile definire un periodo di tempo per il quale si desidera ricaricare il documento. Nell’esempio seguente, il documento verrebbe impostato per l’aggiornamento ogni 30 secondi: <meta http-equiv=”refresh” content=”30″/>

Esempio con content-security-policy
Il content-security-policy consente di definire quali “origini” sono approvate per il caricamento del browser. L’esempio a seguire ci consente caricare qualsiasi risorsa dal dominio corrente e qualsiasi sottodominio di example.com: <meta http-equiv=”content-security-policy” content=”default-src ‘self’ *.example.com”/>

Esempio con default-style
Il default-style specifica qual è il foglio di stile preferito da usare. Il valore dell’attributo content deve corrispondere al valore di un elemento nello stesso documento per essere valido. <meta http-equiv=”default-style” content=”/style.css”/>

CACHE-CONTROL

Solitamente ad oggi, anche con l’ausilio (ahimè) di plugin all-in-one-DISASTER per assicurare una rapida reattività del proprio sito in apertura e con connessioni anche non proprio di ultima generazione, si usa manipolare lo stato della cache dei contenuti, affinché questi possano essere caricati più velocemente non appena le pagine vengono richiamate. Per evitarlo, specie se abbiamo necessità di aggiornarli spesso, possiamo usare questo controllo ed impedire la memorizzazione della pagina che ci interessa magari per lasciare sempre tutto “al naturale”

Pagine web dotate di questo meta tag devono essere caricate nuovamente dal web server ad ogni singolo richiamo e possono sicuramente aumentare i tempi di visualizzazine, ma per situazioni limite all’interno di un progetto più ampio che invece potrebbe beneficiare della cosa, questa feature può davvero aiutare.

Dichiarazione corretta per voi: <meta http-equiv=”cache-control” content=”no-cache”/>

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EXPIRES

Più che un meta tag, un attributo da aggiungere ad uno gà visto. Per questa particolare opzione, invece di negare la memorizzazione temporanea della pagina nella cache, usando il meta http-equiv ci presenta la possibilità di definire un tempo di scadenza per le informazioni tenute in carico.

<meta http-equiv=”expires” content=”tempo di scadenza in secondi”/>

Vengono pertanto assegnati alle pagine tempi di durata che se scaduti permettono ai browser di caricare documenti come da zero. Se i contenuti devono essere immediatamente rimossi dalla cache e ricaricati come da origine, viene scelto un tempo di scadenza di 0 secondi.

<meta http-equiv=”expires” content=”0″/>

Ovviamente è possibile manipolare il tag relativamente alle esigenze definendo un qualsiasi intervallo di tempo come per esempio date e orari precisi. Questi devono essere inseriti attenendosi al formato internazionale e secondo il Greenwich Mean Time (GMT).

<meta http-equiv=”expires” content=”Sat, 07 Feb 2016 00:00:00 GMT”/>

REFRESH

Anche qui un attributo in aggiunta su “http-equiv”, che viene sfruttato perché offre la possibilità realizzare un redirect semplice ad un’altra location di dominio. Come per “expires” può essere impostato un tempo di scadenza, esaurito il quale si viene reindirizzati ad una precisa URL.

Tuttavia, poiché il tag refresh in alcuni casi può non funzionare per alcuni browser o impostazioni negate dalle policy del web server dove si vuole sfruttarlo (nonché per motivi SEO legati alla perdita di valore del link), si consiglia sempre un redirect diretto lato server per mezzo del codice di stato 301 e direttamente da file htaccess, da php o, in caso non si sappia come agire, da plugin, per i CMS più conosciuti.

A voi, l’ultimo esempio di dichiarazione corretta: <meta http-equiv=”refresh” content=”10; url=https://skylark.team/”/>

GUIDA SEO ON-PAGE: Hai capito come usare correttamente i meta tag?

Terza parte della guida seo On-Page dedicata all’utilizzo corretto dei vari meta tag da tenere in considerazione per la nostra ottimizzazione. Tutta la parte dedicata alle regole ed alla buona formattazione verrà trattata nei prossimi capitoli. Se hai intenzione quindi di portare avanti un lavoro di ottimizzazione per il tuo sito web, continua a seguire gli aggiornamenti sulla guida SEO On-Page che postiamo qui sul sito, ma per saperne di più mandaci pure una mail a studio@skylark.team o passa a trovarci senza impegno. La nostra agenzia di comunicazione è Roma (Guidonia) ma ci muoviamo senza problemi e possiamo arrivare da te sia di persona che con una semplice chiamata con Skype o simili.

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