COS’È LO SPAZIO BIANCO NEL GRAPHIC DESIGN?

A dispetto di quello che si possa pensare, lo spazio bianco non sta solo a rappresentare uno stacco tra i vari componenti di una grafica, sia essa offline o legata al web.

È invece un vero e proprio elemento attivo che ne delinea i tratti, impone limiti ma non confini, colora a suo modo la board e contribuisce a tenere insieme il tutto. Per puro stereotipo, siamo abituati a considerare il whitespace come una vera e propria “mancanza nel mezzo di qualcosa” senza considerare spesso che se quella sorta di buco, di spazio non ci fosse, probabilmente quello che gli è intorno spesso non ci attrarrebbe e non ci sembrerebbe (ad ognuno con il suo metro di giudizio) così elegante, arioso, fine, lussuoso e tanto altro.

Crea pause, dona armonia e rende leggibile o meglio capibile un testo, una grafica, un arredamento, un oggetto particolare e via dicendo. Parlando più nello specifico del nostro lavoro però, possiamo dire che nel graphic design, l’utilizzo corretto del bianco e dello spazio tra gli elementi riesce davvero a fare la differenza tra un logo e/o un impaginato di successo ed un lavoro che esprime al massimo della mediocrità.

Una cosa che andrebbe fatta capire al di fuori del mondo legato ai “tecnici” del mestiere e del lato creativo che esiste dietro la progettazione di un lavoro legato alla grafica, è che uno spazio bianco (o vuoto, per capirci) in realtà ha un potere comunicativo al pari del resto e anzi, se sfruttato in maniera intelligente, riesce addirittura a convogliare l’attenzione su quello che ci interessa o, nei casi migliori, ci svela solo con il tempo (regalandoci anche un po’ di meraviglia) concetti nascosti in un logo o in un disegno, come per esempio nel marchio dello spedizioniere internazionale Fedex, che se osservato con un minimo di attenzione, nasconde con delicatezza una freccia (bianca) verso destra tra le ultime due lettere del nome, come a simboleggiare l’andare avanti diritti e con dinamicità, qualità imprenscindibili per chi fa quel tipo di mestiere.

Come gestire lo spazio bianco in un layout web o di graphic design | Skylark, Web Agency a Guidonia e Roma

ESISTONO PIÙ TIPI DI SPAZIO BIANCO, LO SAI?

Relativamente all’utilizzo, vengono classificati in Micro e Macro spazi. Cosa cambia?
Micro Spazio Bianco: Comunemente lo identifichiamo (causa la nomea di Micro) come quello messo a separare i paragrafi di un testo, o anche con quello (che spesso decidiamo di sistemare) che delimita la distanza da un titolo dello stesso blocco desrittivo.
Spesso capita nella realizzazione di un layout (sia per scelta estetica che per richiesta esplicita), di utilizzare font diversi nei titoli rispetto a quello che invece è nel testo vero e proprio, quindi lo spazio tra le righe (in relazione alle curve ed alle distanze interne del nuovo carattere) difficilmente sarà armonioso.

In questo caso, sarà necessario effettuare un intervento per omogeneizzare il tutto. Questa spaziatura verticale (line spacing) va curata con attenzione, perché necessaria a stabilire le priorità di lettura e per assegnare il giusto tono al titolo in questione, senza sottrargli il potere comunicativo che merita.

Sempre nella sezione dei Micro Spazi poi, potremmo parlare di quello che intercorre (e possiamo manipolare) tra le parole (tracking), o ancora più nel dettaglio tra le lettere (kerning). Tutti tecnicismi che riguardano la buona impaginazione e la buona leggibilità di un layout, sia esso tradizionale e legato alla grafica offline oppure relativo ad un sito web, un portale online o altro.

Macro Spazio Bianco: Se indichiamo col micro le quasi sole sezioni relative al testo ed ai caratteri, con il Macro abbracciamo tutto il resto. In realtà potremmo dire davvero “tutto il resto” in senso letterale, intendendolo come la rimanenza esterna alle aree testuali. In che senso? Nel senso dello spazio proprio tra due blocchi descrittivi disposti magari in maniera parallela al centro della pagina, dello spazio tra il layout di stampa ed il bordo, dello spazio tra un logo ed una fotografia etc. Nel mondo dedicato al web, parleremmo margin o padding, relativamente alla spaziatura esterna o interna ad un elemento nel suo contenitore.

Come gestire lo spazio bianco in un layout web o di graphic design | Skylark, Web Agency a Guidonia e Roma

PROGETTARE UN LAYOUT PARTENDO DALLO SPAZIO BIANCO

Personalmente, non riesco a fare a meno della famosa tela bianca quando progetto un layout web o anche una grafica offline. Ho sempre bisogno di uno spazio vuoto in cui delineare il mio lavoro che poi dovrà armonizzarsi al meglio con quello che non andrò a riempire. A seconda di quanto vorrò focalizzare l’attenzione su un elemento, sceglierò il tipo di distanza tra un blocco e l’altro, ma facendo attenzione a non creare troppa pausa nello sguardo dell’utente che arriverà a guardare, perché rischierei di perderne l’interesse nel passaggio tra le informazioni che vorrò fornirgli.

Da un punto di vista visuale ed emozionale, il bianco dovrà essere filo conduttore e dolce accompagno nel movimento degli occhi, sorreggendone l’attenzione verso il contenuto che hanno inquadrato ma non appesantendone il compito nel mentre della fruizione. Il compito finale sarà quindi quello di aiutare un lettore/visitatore nel capire la struttura del mio operato e fargli trovare facilmente quello che cerca e per cui, presumibilmente è venuto da me.

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Se hai bisogno di progettare di un layout web o anche offline e vuoi che tutto lo spazio (specie quello bianco) venga utilizzato al meglio per un prodotto finale che funzioni davvero, mandaci pure una mail a studio@skylark.team o passa a trovarci senza impegno. La nostra web agency è a Guidonia (Rm) ma possiamo organizzarci facilmente per un incontro nella tua o nella nostra sede, se non anche attraverso una rapida skype call.

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