CREARE SITI INTERNET CON UN CMS: SI O NO?

Possiamo creare siti internet con strumenti di ogni tipo, dai semplici editor di testo (per quelli che vivono male, tra cui spesso anche io) ai CMS (Content Management System) più diffusi come WordPress, Joomla, Magento etc, fino ad usare framework proprietari, sviluppati per particolari esigenze o per clienti molto difficili da accontentare.

Oggi, visto che uno dei sistemi più utilizzati in assoluto è il nostro WP, vediamo insieme come poter approntare, almeno a grandi linee, qualcosa di buono. Questo perché creare da zero siti internet utilizzando anche un CMS con molta dell’interfaccia già a disposizione, potrebbe sembrare una cosa da nulla, ma dipende sempre dal tipo di investimento, sia in termini di tempo che di voglia di fare e sporcarsi le mani.

Guida WordPress: Come installare il CMS | Skylark, Web Agency a Roma e Guidonia

COME CREARE SITI INTERNET CON UNA CERTA AUTONOMIA

Fase1: Domande prima di iniziare

Prima di passare all’atto pratico o anche solo a vedere come funziona la piattaforma (senza contare tutta l’installazione, se non prendi un dominio con hosting dedicato a quello che già la prepara), bisognerebbe mettersi di impegno ponendosi almeno le prime domande per delineare una rotta da seguire nello sviluppo del progetto.

1) Quale nicchia di potenziali utenti vado a scoprire e targettizzare?
2) Per questa nicchia sto effettivamente risolvendo delle esigenze con quello che propongo?
3) Che cosa posso offrire rispetto alla concorrenza per non avere a che fare con tutti?
4) Come mi pongo all’esterno come persona/brand?

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Fase 2: Un dilemma non proprio da poco; il nome del dominio.

Ci sono parecchie cose da tenere in considerazione in questo passaggio. Al di là del fatto che la prima scelta ricade inevitabilmente sullo stesso nome dell’azienda o del professionista, andrebbero sempre considerate alternative con un naming chiaro e facile da ricordare. Se la nostra attività ha un nome lungo, articolato e probabilmente fin troppo “tronfio”, possiamo provare ad accorciarlo, a completarlo facendo capo alle nuove estensioni in vigore già da qualche tempo (vedasi la nostra che è .team) anche per i domini relativi ad alcuni tipi di attività, ad usare una sorta di sigla senza però esagerare con la stringatura e tanto altro.

Se il nome a dominio non è facile, parte della clientela a cui andremo a comunicarlo farà fatica a prescindere nel doverselo ricordare. Mettiamoci poi che potrebbe essere difficile da scrivere, quindi ci si potrebbe sbagliare ed arrivare su una pagina di errore o peggio, da un concorrente con il nome simile o da tutt’altra parte.

Purtroppo, i conti vanno fatti anche con la poca dimestichezza e pazienza di chi potrebbe cercare proprio noi, quindi a meno di scelte molto oculate e precise, sarebbe sempre meglio puntare sulla semplicità.

Fase 3: Come si acquista un dominio per un sito internet? Cos’è l’hosting?

Esistono innumerevoli servizi (Provider) per l’acquisto del dominio che useremo.
Ognuno pone un prezzo di acquisto relativamente all’estensione che si vuole (.it, .com, .net) a cui poi va sommato il piano di hosting.

Già, ma che cos’è l’hosting? In maniera molto molto semplice (non me ne vogliano quelli bravi) l’hosting è lo spazio su cui realizzare il sito internet. Ancora più terra terra, è l’hard-disk remoto dove risiedono tutti i file del progetto e dove viene attestato anche lo spazio delle caselle di posta e del database.

Ogni hosting, deve essere legato ad un nome di dominio (o un indirizzo IP raggiungibile dall’esterno a meno di avere noi già un altro spazio dove legarlo, come un server di nostra proprietà o prestato da qualcuno) e può avere diverse caratteristiche, più o meno congeniali in relazione a ciò che dobbiamo fare.

Solitamente, visto che parliamo di realizzare siti internet con WordPress (CMS sviluppato in linguaggio PHP), la scelta ottimale è un hosting Linux (alternativamente a Windows), comprensivo di pannello di controllo Visuale (cPanel) e con in aggiunta (se non compreso) un database MySQL (in alternativa a MS SQL Server ideale invece per Windows). Un piano hosting con questa configurazione, è preciso per ospitare il nostro WordPress ed effettuare un setup ottimale dell’intera piattaforma.

NB: Esistono anche pacchetti di offerta definiti normalmente Hosting WordPress, su cui trovare già installato (o da installare in pochi click) tutto il sistema. In pratica offrono una configurazione come quella descritta sopra, ma vi risparmiano (per qualche euro in più all’anno) “la fatica” di dover provvedere da soli, anche se sono meno personalizzabili degli altri, in termini di spazio necessario e (a volte) estensione disponibile del dominio, in virtù magari di offerte fin troppo vantaggiose dal punto di vista economico.

Un prezzo medio annuale per un pacchetto che complessivamente sia decente e non dia grossi problemi varia dalle 50 alle 70/80 euro, di solito con il dominio gratuito il primo anno.

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Fase 4: Installare WordPress da soli. Quanto è complicato?

Se abbiamo deciso di non comprare un hosting dedicato a WordPress, dobbiamo assolutamente installare noi tutto.
In alcuni cPanel esistono applicazioni che ci guidano passo passo e con poche fasi da seguire, ma visto che ci siamo, perché non imparare per bene come funziona così installeremo sempre da soli il CMS per i nostri siti internet?

Iniziamo con carta e penna perché dobbiamo fare la lista degli occorrenti base quindi:
1) Dati di accesso rilasciati dal Provider dopo l’acquisto. Necessitiamo di Host (solitamente il nostro stesso dominio con protocollo ftp nella stringa, tipo ftp.nomedominio.estensione), User ID e Password, anche questi forniti all’acquisto (la pw, poi magari la si cambia con qualcosa di meglio o di più sicuro).

2) Client FTP (In Skylark, ci piace usare Filezilla.) Il client FTP è il software a cui diamo appunto host/user/pw in pasto e ci permette di accedere all’hosting con lo spazio per il nostro sito. (NB: Potrebbe servire anche la famosa PORTA. Di solito è la 21, ma se cambia, il provider la fornisce con i dati.)

3) I file base del CMS da caricare sull’FTP. Per quelli ci colleghiamo nel caso di WordPress su wordpress.org (il .com è sempre WP ma parliamo di un servizio diverso) e ci scarichiamo il pacchetto completo.

4) Un editor testuale decente per modificare un file (wp-config.php) e compilarlo con i dati giusti (si ok, lo potremmo fare in modo automatico lanciando l’installer una volta caricati tutti i files ma siamo qui per vedere una procedura, no?!).

Installazione lato pratico: partiamo.
Accediamo al pannello di controllo con le specifiche dettate dal nostro provider ed utilizzando le credenziali recuperate dopo l’acquisto. Se il nostro gestore usa il classico cPanel, di norma l’url per il collegamento è nomedominio.estensione/cpanel oppure cpanel.nomedominio.estensione, ma ci viene anche quello comunicato tra le varie mail che ci arrivano, insieme a tutto il resto.

Da dentro il pannello, dobbiamo creare il database. Il database è proprio la struttura che conterrà tutti i dati (appunto) del nostro sito, dai contenuti testuali ai riferimenti per le immagini, dalle personalizzazioni particolari del tema prescelto fino alle credenziali degli utenti e il loro grado di manipolazione dei contenuti, compresi tutti i riferimenti anche dei vari plugin che decideremo di installare nel tempo.

Se possediamo un cPanel (consiglio, scegliete solo provider dove viene specificato questo così non starete ad impazzire con guide diverse per ognuno essendo un tool uguale per tutti), effettuato l’accesso, dovremo cercare i riferimenti ad una voce che si chiama Database MySQL® in cui andare a fare principalmente tre cose:

Creare il database;

Creare un utente;

Aggiungere quell’utente a quel database.

Nella stessa schermata, ben definite ci saranno una sotto l’altra tutte le sezioni solo da riempire come le indicazioni vogliono. Unica accortezza, segnare da parte TUTTE le credenziali, sia del database che dell’utente, da usare subito dopo così non stiamo a riaprire i pannelli se li chiudiamo inavvertitamente.

Fatto questo comunque, prendiamo la cartelletta dei file relativi al WordPress (quelli scaricati da wordpress.org), la apriamo, cerchiamo quello nominato wp-config.php e lo modifichiamo con l’editor di testo segnato di sopra al punto 4. Possiamo usare anche un blocco note, UltraEdit o anche Dreamweaver se non addirittura Visual Studio o programmi più complessi.

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Evitiamo in generale solo di aprire questi file con programmi di videoscrittura come Word o simili perché non vanno affatto bene per interpretare le stringhe di codice dei file che ci interessano.

Aperto il file, cerchiamo principalmente queste stringhe che metto sotto (ce ne sono molte altre da guardare ma siamo agli inizi e ce le facciamo andare bene per ora):

define(‘DB_NAME’, ‘xxxxxx’);
define(‘DB_USER’, ‘xxxxxx’);
define(‘DB_PASSWORD’, ‘ xxxxxx’);
define(‘DB_HOST’, ‘xxxxxx’);

Al posto delle x che ho messo io, inseriamo i dati segnati e creati poco fa dal cPanel, quindi nome del database, nome e password dell’utente e alla fine l’host del database (diverso da quello che serve per l’FTP visto prima) e che di norma è localhost ma potrebbe anche corrispondere ad un’altra stringa o ad un indirizzo IP, sempre fornito all’inizio dal provider in ogni caso però.

Completiamo tutto, salviamo e carichiamo tutti i file dall’FTP, nella cartella www o public che potremo selezionare sulla destra dello schermo nello spazio remoto dell’hosting (sulla sinistra sarà evidenziato il nostro PC) una volta avuto accesso con le credenziali dei dati (Punto 1 della Fase 4).

Finita la copia dei file, possiamo avviare l’installazione di WordPress digitando semplicemente l’indirizzo del nostro sito e seguendo le istruzioni, che ci chiederanno di selezionare una lingua per il pannello e di registrare un utente con nome, password più l’indirizzo email facendo attenzione a non usare una pw troppo facile.

NB: La spunta per scoraggiare i motori di ricerca serve per non permettere l’indicizzazione del sito magari mentre ci si sta lavorando, evitando di mostrare cose in corso d’opera a chiunque potrebbe capitare, ma come consiglio, lasciatela pure libera ed usate un plugin per la modalità mantenimento, che una volta attivato mostrerà una pagina di attesa personalizzabile a piacimento dal pannello finché non deciderete di scoprire il tutto a sito internet completato.

GUIDA WORDPRESS: Sai installare il CMS per creare siti internet in maniera autonoma?

In questa prima parte della guida WordPress abbiamo iniziato a vedere più o meno come si installa tutto il pacchetto con un metodo molto classico, senza seguire solo lo step automatico di compilazione dei campi per database e utente, ma provando noi stessi a creare tutto dal pannello di controllo, cosa che ci aiuterà anche in futuro per avere qualche skill in più ed essere più svegli nel trovarci soluzioni quando potremmo non avere sempre la pappa tutta pronta. Se hai intenzione quindi di portare avanti la creazione di un sito internet utilizzando questo CMS, continua a seguire gli aggiornamenti sulla guida WordPress qui sul sito, ma per saperne di più mandaci pure una mail a studio@skylark.team o passa a trovarci senza impegno. La nostra web agency è a Guidonia (Roma) ma ci muoviamo senza problemi e possiamo arrivare da te sia di persona che con una semplice live-call.

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