CHE COS’È LA SEO ON-PAGE?

Il processo di ottimizzazione dei propri contenuti per ottenere un miglioramento delle posizioni nel motore di ricerca, passa per vari tipi di strategie, ma sicuramente un punto fermo per avere una base solida da cui partire è quello di lavorare fin dal principio sui fattori On-Page della SEO.

La SEO On-page (detta anche SEO On-Site) è quella parte del lavoro che si riferisce all’ottimizzazione della struttura interna di un sito web.

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QUAL È LA DIFFERENZA INVECE CON LA SEO OFF-PAGE?

La SEO Off-Page è l’insieme di tutti fattori esterni al proprio sito/blog/portale, che intervengono sul miglioramento (o meno) della posizione della tua risorsa nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (SERP).

Alcuni di questi fattori (prendiamo i più semplici da elencare) sono:
Link su altri siti web che puntano a voi (backlink);
Menzioni del vostro marchio in tutto il web;
Il comportamento degli utenti durante l’esperienza di navigazione sul tuo sito internet;
Tutte le azioni degli utenti attraverso i social media, dalle condivisioni alle mentions.

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I FATTORI CHE INTERVENGNO E CHE VANNO MESSI SOTT’OCCHIO LAVORANDO SULLA SEO ON-PAGE

È possibile (IMHO) dividere questi fattori in quelli di front-end e back-end.

FATTORI FRONT-END

In termini di front-end, o per intenderci di ciò che è immediatamente visibile agli utenti che arrivano al nostri contenuti, alcuni dei fattori che possono essere presi in considerazione sono:

Valore – È il contenuto che stai proponendo effettivamente percebipile come unico e prezioso? Riesci a dirlo attraverso un titolo, delle argomentazioni e delle immagini appropriate?
User Experience – Il sito internet si apre rapidamente? Si naviga in modo intuitivo? Offre un’esperienza mobile appagante e rapida?
Contenuti – Le tematiche esposte sono sfruttate al massimo per coinvolgere l’utente? Le parole chiave sono utilizzate in modo persuasivo? Rispecchiano le effettive intenzioni di ricerca degli utenti che considerati interessati al prodotto o servizio?

FATTORI BACK-END

Per quel che riguarda la parte del backend, i motori valutano la pertinenza della risrosa in base a fattori come:

Bot-capability – Il bot deve poter passare in scansione il sito e deve trovare all’interno delle pagine, una struttura che rispetti il più possibile le norme base per non essere considerati una risorsa ai limiti dello spam o addirittura malevola.
Output pulito – L’output dell’HTML delle sezioni deve essere il più pulito possibile, pur sapendo ad esempio che i famosi visual composer & CO non sono troppo precisini nel sistemare le cose, sebbene fanno davvero comodo in moltissimi casi.
Metadati coerenti – Title della pagina, descrizione, url giuste, metadati strutturali (rich snippet) e gestionali ben sistemati.
Mobile friendly – Il sito è ottimizzato per la visualizzazione mobile da un punto di vista tecnico? Il design è coerente e mantiene la facilità di navigazione della versione desktop?

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GUIDA SEO ON-PAGE: COME INIZIARE A LAVORARE E SU COSA?

REDIGERE CONTENUTI CORRETTI

Una delle cose da fare è proprio ottimizzare il contenuto. Una volta deciso il target di riferimento (non parliamo ancora di keyword), dobbiamo dedicarci alla stesura e all’impaginazione coerente di materiale informativo, che descriva in maniera esaustiva l’argomento della nostra dissertazione.

Da tenere a mente: non si fa SEO con i contenuti, o almeno non basta scrivere un contenuto per avere un buon posizionamento nelle ricerche a dispetto della concorrenza. Diciamo però che al di là del tipo do comunicazione, dell’impaginato e della pura forma estetica, se dobbiamo incontrare i bisogni di una nicchia di pubblico che ci piace e che vorremmo servire, allora qualcosa in cambio dobbiamo darla per essere almeno considerati. Un buon contenuto, a livello umano prima ancora che rispetto ai desideri del motore di ricerca, deve aiutarci a convincere e fidelizzare la nostra utenza target.

Prima di pensare ai tag, alle descrizioni e ai link, pensiamo a cosa vogliamo dire a qual è lo scopo del nostro scrivere. Una volta comunicato, renderlo piacevole, arioso, appariscente o delizioso sarà molto più facile.

Verificare parole e frasi chiave per utilizzarle al meglio compiacendo motori e utenti

Lavorare per temi è sempre ottima cosa perché rappresentano le intenzioni (anche latenti) degli utenti che vogliamo convogliare da noi.

Per capire su quali temi poter puntare, prima di piantarci su argomentazioni che sì, possono essere utili e serie, ma possono anche marginare poco traffico, è utile fare un giro per SERP senza troppi convenevoli ed iniziare a cercare risultati per le tematiche a noi affini. A parte il dare sempre una guardata preventiva a come si pongono i nostri potenzilali concorrenti, guardiamo anche con attenzione gli argomenti correlati alla fine della pagina, che rappresentano intenzioni di ricerca inerenti a quella appena cercata e che potremmo comunque coprire lavorando bene.

Esistono ovviamente decine di strumenti (più o meno free) messi a disposizione (sia dai tool di casa Google che da terze parti) in grado di darci in pochi click una panoramica delle ricerche in base alle argomentazioni (keyword) che ci interessano di più, ma specie nel posizionamento a livello locale, una operazione a mano e con un po’ di pensiero rischia seriamente di dare più idee e risultati, non essendo “programmata” a prescindere da un algoritmo che potrebbe benissimo privilegiare casistiche più grandi.

Per una prima scrematura quindi, cercare a mano è un modo particolarmente facile e potenzialmente molto redditizio, ma per selezionare il lavoro e scegliere davvero la giusta strategia si può fare (anche) in questa maniera (o almeno, noi, ci muoviamo così):

Trovare tutte le parole chiave relative ai concorrenti diretti e indiretti per capire non dove sono e cosa fanno, ma per capire su quale mercato invece NON sono e dove poter andare a posizionarci “indisturbati”.

Filtrare l’elenco di queste keyword in base al tipo di concorrenza che hanno nelle ricerche in relazione al volume delle stesse, segnando anche il valore presunto del costo in CPC per gli annunci sponsorizzati, perché una eccessiva competitivià nelle ricerche organiche potrebbe eventualmente essere coperta con delle sponsorizzazioni mirate, cannibalizzando le Serp.

L’elenco di parole chiave restante, in ogni caso rappresenta il primo passo ideale per iniziare a preparare i contenuti di cui parlavamo poco più sopra, prendendo in esame nicchie lucrative non eccessivamente competitive, stando lontano (almeno inizialmente) da realtà molto più grandi e strutturate della nostra, ma iniziando a farci conoscere.

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GUIDA SEO ON-PAGE: COME FARE UNA BUONA RICERCA DI PAROLE CHIAVE

METTENDOSI INNANZITUTTO NEI PANNI DEL PROPRIO TARGET DI RIFERIMENTO

Chi potrebbe essere interessato a questo oggetto o servizio? Proprietari di aziende, privati, appassionati, gente a cui questo tipo di lavoro può risolvere effettivamente un problema, oggetti o servizi già esistenti che si può andare a sostituire e migliorare, ma anche tanto altro.

Fare sortite su gruppi di discussione relativi, informarsi sui blog del settore, tentare di estrapolare dei dati anche in base alla fascia di età che ci interessa o che (invece) può essere interessata sono anche queste ottime azioni per definire le key su cui andare a spingere.

PENSANDO E SCREMANDO MODELLI DI RICERCA

Che tipi di ricerche dovrebbero eseguire i potenziali clienti per arrivare sulle risorse che mi interessano? Sono chiavi di ampio respiro o molto specifiche?

Più conosciamo bene il pubblico di destinazione, più è possibile lavorare pensando ad un ROI (ritorno dell’invesitimento) papabile. Ovviamente non dobbiamo fare tutto fornzatamente a mano (sebbene ad esempio a me piaccia ancora molto), ma possiamo affidarci in prima battuta a qualche strumento per la ricerca che in pochi istanti è in grado di fornire informazioni più o meno pertinenti, eseguedo lui il lavoro al posto nostro e tornando indietro un elenco di keyword con relativo traffico mensile e valore di competitività nelle ricerche sponsorizzate.

NB: Ogni tool ha suoi parametri personalizzati e per quanto possano essere molti quelli accurati, un dato davveo reale lo SA solamente il motore. Nemmeno il suo strumento per la ricerca delle parole chiave è così specifico, poiché spesso fornisce quelle “più commerciali” e con maggiore intento di spesa, non TUTTE quelle potrebbero esserci.

Alcuni altri strumenti comunemente usati per questo scopo sono Ranswer the publice Uber Suggest.

DANDO VALORE AI MODELLI SELEZIONATI

Ora abbiamo un elenco di potenziali parole chiave ed il loro volume di ricerca messo da parte. Possiamo suddividere tutto prendendo e mettendo da parte (al momento) quelle con le ricerche davvero più eccessive e cominciare a stare su quelle più modeste, magari anche selezionando direttamente nell’elenco con la coda lunga, ossia tra che somigliano più a delle keyphrase, quindi con 3/4 parole nella ricerca. Perché? Perché più una chiave è lunga, più è specifica e più rischia di rappresentare un intento preciso da parte di chi la cerca, quindi ha probabilmente maggiore potenzialità di attrarre la visita e ricevere un contatto.

L’obiettivo a quel punto è iniziare a creare tipi di contenuto conformi e che corrispondano a quel preciso intento del ricercatore, sia si tratti di un prodotto, di un articolo, un video, o qualsiasi altra cosa.
Per fare questo in maniera fruttuosa, occorre pensare pensare a dove quell’intento che vogliamo soddisfare incide maggiormente sul ciclo di acquisto del cliente per il prodotto collegato e battere su quello, esplorando le SERP relavive e proponendo sia esteticamente che comunicativamente la nostra “mercanzia” nel modo più idoneo.

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COME IL CICLO DI ACQUISTO DEI CLIENTI, IL CONTENUTO E L’INTENZIONE PAROLA CHIAVE SI INTERSECANO

Attraverso 5 diversi stadi, almeno fondamentalmente.

Consapevolezza
Il primo è quello che comprende potenziali spender che cercano una identificazione precisa del loro “desiderio momentaneo”
Se dovessimo intercettare una query di ricerca per questo stadio, quindi capire anche a grandi linee a quale domanda risponde, potrebbe essere qualcosa tipo: “di cosa ho bisogno?”

Parliamo di query esatte, per risolvere necessità appena sorte come ad esempio consigli su un prodotto che si vuole fortemente, o relativi allo stato di salute. Tutte casistiche che indicano anche un approfondimento (latente) della questione, che ci porta anche al secondo stadio. Questi tipi di intenti vanno bene per essere intercettati con infografiche, blog sull’argomento e anche teaser video. In questo momento infatti, l’interesse c’è ma non viene ancora manifestato del tutto.

Interessi
Dalla consapevolezza a questo, quindi il target è rimasto colpito e necessita più informazioni per aumentare la sua convinzione (spesso anche per giustificarSI l’acquisto di un bene o servizio). La necessità adesso deve essere risolta e quindi, come sopra, la domanda giusta a cui rispondere per intercettare la query giusta può essere “Che opzioni ho?”

Se abbiamo un pubblico interessato ad esempio ai tool per monitorare i backlink, probabilmente contenuti che parlino, spieghino e illustrino con precisione i migliori seo tool per i backlink sono efficaci per attirare l’attenzione, poiché emotivamente fanno pensare ad approfondimenti diretti su quello che potrebbe essere l’oggetto della ricerca, quindi sono ottimi. Nella fattispecie, guide, casi studio e post molto lunghi.

Considerazione
Ancora uno step avanti per racchiudere quelle persone che persone che sono pronte a prendere in considerazione la soluzione proposta. La domanda a cui rispondere? “Perché è meglio?”

In virtù della realizzazione di un contenuto perfetto e molto informativo, spiegare anche il perché dovrebbe essere preso in considerazione quello che proponete è quasi la vendita diretta. Per questi, guide molto specifiche e suddivise a seconda dei vari dettagli che vogliamo far trasparire, dimostrazioni più o meno pratiche di quello che diciamo e casi studio reali sono praticamente il SI dell’utenza interessata perché quello che si propone, esiste davvero e funziona.

Intento di acquisto
Ad un passo dall’acquisto del pacchetto, il contenuto deve assolutissimamente rispondere alla query “Cosa devo fare ora?”, disponendo i mattoncini in fila per portare l’utente a cliccare e venire da voi. Il solo fatto di comprendere che l’utente sta cercando risposte a queste necessità vuol dire che bisogna solo mettergliele davanti.

Esempio: comprare backilnk per sito. A quella richiesta, va risposto SOLO con il posto ed il “facile bottone” per farlo. Tra i migliori contenuti, una demo del prodotto/servizio con tanto di modalità di fruizione ed una scheda prodotto davvero degna di nota, dove trovare facilmente non solo il modo di acuisto, ma tutto quello che può riuscire a rassicurare l’acquirente.

fedeltà
Come si fa adesso a non perderisi per strada questi prospect interessati?
Questa fase dà l’opportunità di creare contenuti per upsell ad una versione migliore o soluzione diversa della proposta iniziale, che migliori sapientemente, ma senza penalizzare quella corrente.

La domanda a cui rispondere ora è “E adesso?”. Si risolve facilmente perché proporre novità per prodotti e aggiornamenti aziendali, educare l’utente ad altri modi di utilizzo e fornire soluzioni a necesità trasversali anche non dipendenti da noi che vendiamo, è la leva fondamentale per andare a meta.

GUIDA SEO ON-PAGE: Siamo capaci di insegnarti come fare?

In questa prima parte della guida SEO On-Page abbiamo iniziato a vedere i famosi perché si fanno (o si dovrebbero fare) le cose. Una guida seo On-Page completa verrà stilata piano piano e questo è solamente l’inizio. Con i prossimi approfondimenti toccheremo tematiche più tecniche e specifiche. Se hai intenzione quindi di portare avanti un lavoro di ottimizzazione per il tuo sito web, continua a seguire gli aggiornamenti sulla guida SEO On-Page qui sul sito, ma per saperne di più mandaci pure una mail a studio@skylark.team o passa a trovarci senza impegno. La nostra web agency è a Guidonia (Roma) ma ci muoviamo senza problemi e possiamo arrivare da te sia di persona che con una semplice live-call.

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