COME RAGIONARE SUL TESTO IN UN LAYOUT E SU QUANTO DEVE ESSERE GRANDE

Che si parli di un lavoro tipografico o di uno dedicato al web, lavorare sulle dimensioni del testo impaginato è un punto fin troppo importante per la buona riuscita di un progetto.
Ad oggi, sia nel graphic design tradizionale che in quello dedicato al settore online, spesso si notano impaginazioni anche degne di nota ma con una scelta dei font pessima, sia dal punto di vista calligrafico che della grandezza e quindi, in maniera nemmeno troppo subordinata, anche un po’ (troppo) sminuite nell’impatto visivo. Personalmente, trovo un testo “piccolo” poco efficace sia da un punto di vista comunicativo che estetico. Non voglio dire che bisognerebbe utilizzare dei caratteri giganti ovunque e per ogni motivo ma forse, nell’anno in cui siamo, certi tipi di comunicazione dovrebbero essere quantomeno adattati alle nuove tipologie di formato ed alle sempre più veloci possibilità di fruizione dei contenuti.

Come gestire la grandezza del testo nel web o nel graphic design | Skylark, Web Agency a Guidonia e Roma

HANNO SEMPRE SENSO I TESTI DI PICCOLE DIMENSIONI?

Fino a quando (sempre relativamente al supporto) non diventano fastidiosi alla vista o nascondono informazioni anziché promuoverle, fondamentalmente possono ancora avere senso, sia pratico che funzionale.

Non è detto che un testo piccolo sia inadatto a tutto, perché se commisurato al supporto diventa in ogni caso mezzo adeguato per comunicare, ma laddove invece i layout possono spaziare e dare aria a pensieri, grafiche, oggetti e comunicazione in generale, perché tarpare le ali a prescindere e non usare un carattere più grande?

Molte delle grafiche e delle pubblicità (nonché dei siti internet) che vedo online, hanno una tipografia che definirei antiquata, molto costretta e quasi messa lì per farcela stare e basta. Come a dire “l’importante è che non si muova”.

Per carità, qui su Skylark abbiamo adottato uno stile ai limiti dell’impaginato cartaceo di una rivista tecnica, con poco materiale fotografico insieme a molto testo “blocchettato” e sistemato pazientemente dal nerd (Ale, sì) di turno con CSS di ogni forma e tipo per adattarlo a tutto, ma ci siamo sempre posti il problema di non rendere l’ambiente generale particolarmente noioso o “appiccicato”, dicendoci che le sezioni con il famoso wall-of text, possono (forziamo un po’) essere così perché “tecniche” e noiose al nome, quindi adatte a farsi leggere da quelli interessati.

Se non altro però, spaziamo tra dimensioni dei font che vanno dai 16px fino ai 28px, quindi con un certo movimento ed una sostanziale differenza tra titoli, sottotitoli e body-text per creare scale di importanza nel contenuto agli occhi di chi legge, ridimensionando in basso le grandezze solo su schermi molto piccoli, sotto i 600px di larghezza per evitare mega-scroll infiniti delle pagine e sparare addosso all’utente titoloni giganteschi su 4 righe ciascuno.

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COME CI SI DOVREBBE REGOLARE CON LE DIMENSIONI DEL TESTO?

Con un minimo di ragionevolezza vorrei dire. Nel senso che anche un testo molto piccolo può attirare l’attenzione ed essere decisamente visibile se disposto sapientemente nell’impaginato generale, proprio in virtù della sua diversità.

Una cosa che però dovrebbe essere sacra è che la leggibilità su tutti i maggiori formati non andrebbe messa seconda a nulla, anche a scapito della famosa impaginazione iper-certosina che a molti piace. Ma soprattutto, mi sentirei di aggiungere che basterebbe ci fosse una sorta di armonia dell’intero contenuto in relazione ad ogni modo di utilizzo.

Nella grafica tradizionale e su formati finali non scalabili ad esempio, probabilmente è un discorso più semplice e molto relativo alle distanze fisiche tra contenuto e chi ci deve interagire. Infatti, così come è normale che su un volantino in A5 un testo mediamente corposo possa andare bene anche piuttosto piccolo, su un manifesto stradale od un 6×3 sarebbe consono che l’impaginato dedicato alle parole fosse poco e grande.

Per quel che riguarda un testo online invece, il modo di lettura e la capacità di poter passare da un argomento ad un altro impongono una impaginazione ed un uso delle grandezze relative ai caratteri molto più complesso. A seconda del dispositivo infatti è possibile decidere se e come aumentare le dimensioni dei testi, per rendere il tutto più armonioso con la cornice esterna e molto più leggibile.

Provate ad immaginare un testo piuttosto lungo, su un monitor 27 pollici HD e corpo 12px. Probabilmente sarebbe illegibile e bisognerebbe avvicinarsi troppo per evitare di perdersi nel mentre.

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PERCHÉ SI USANO SPESSO TESTI TROPPO PICCOLI ALLORA?

In alcuni casi è anche questione di gusto, ma molto di quello che vedo normalmente è abbastanza datato come stile e probabilmente, rispecchia un modo di fare e/o di percepire le cose in maniera forse un po’ troppo arcaica rispetto a quello che possa essere oggi tutto il mondo della comunicazione, in special modo nel settore digitale. Non sono un nemico giurato del piccolo format ma credo che in molti casi, ci debba essere un adeguamento dinamico a quella che è la strumentazione attuale, almeno rimanendo nei limiti dell’umana comprensione.

Come web agency, ci è capitato anche di sentirci dire da clienti e colleghi che le dimensioni dei caratteri sopra una certa soglia li rendono brutti e obiettivamente, in alcuni casi ci può stare.

Che vuol dire brutto però? Diamogli una definizione più accurata perché se è pur vero che il piacere è molto soggettivo, lo è altrettanto il fatto che per definire oggettivamente brutto qualcosa, bisogna dare delle motivazioni. A parer mio, brutto significa che perde armonia cambiando formato o dimensione, quindi nel nostro caso ingrandendolo o al contrario, rimpicciolendolo. Ossia? Ossia che magari alcune curve arrivano a risultare troppo goffe o che c’è poca linearità nello stile corsivo o ancora che nel passaggio da un tratto fine ad uno più corposo all’interno dello stesso carattere c’è uno stacco troppo netto.

Con determinati font, purtroppo la differenza è palese e l’unico modo per fare fronte a certi tipi di problematiche, evitando di invalidare situazioni ormai ben più che definite, mi sembra solo quello di effettuare delle prove di visibilità tra piccolo e grande formato dello stesso testo, prendendo in esame almeno le lettere più lavorate per capire fin dal principio a cosa si sta andando incontro. In certi casi quindi, la dimensione di un carattere non è l’aspetto principale da tenere in considerazione ma viene solo immediatamente dopo la tipologia.

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MA POI NON È MEGLIO CHE SI LEGGA BENE ANCHE “DA DISTANTE”?

L’ho messo tra virgolette perché non è un valore così assoluto ma è un parametro molto coerente da tenere sott’occhio specie lato web.
Al di là del fatto che su un device mobile si possa ingrandire facilmente con un leggero tocco e che quindi tutto sommato chi è interessato può anche farlo, è sbagliato dovermi costringere all’azione. Su un cellulare o su un IPad poi, c’è ancora in giro una sorta di semi-convinzione relativa al fatto che ci può stare la non precisione sulle cose nel “sistema del responsive” e spesso torna anche a favore di chi come la nostra web agency ci lavora, ma non è un buon motivo per no porre rimedio a certi dettagli, specialmente quando si può.

Vero però è anche che lo schermo di un cellulare non è che possa andare troppo più lontano della lunghezza del nostro braccio e quindi, anche con un font piccolo a meno di non essere fortemente penalizzati nella vista la situazione difficilmente diventa proprio scomoda; ma visto che una modifica alla grandezza dei vari corpi di testo è possibile con poche righe dal CSS semplicemente intercettando correttamente le misure più diffuse degli schermi su cui ci potrebbero essere disguidi, perché non spendere 5 minuti contati di tempo e sistemare le cose?

Su un monitor grande è molto più penalizzante invece, perché un carattere troppo piccolo ad una risoluzione media ormai molto più elevata di pochi anni fa rischia di essere davvero quasi indecifrabile, quindi sebbene gli accessi ai siti fagli utenti siano sempre più spesso effettuati da postazioni non fisse, è bene per completezza prevedere un lavoro giusto per tutti.

Un grande supporto poi, ad oggi viene dato anche dai nuovi web font, nativamente usabili su tutti i CMS più comuni e facilmente importabili o “dichiarabili” dai fogli di stile perché ormai universalmente riconosciuti da ogni browser.

Sul sito Skylark, abbiamo usato il Montserrat più o meno in tutte le declinazioni e con varie grandezze relativamente ai modelli di cellulare e monitor più diffusi. Scendiamo sotto i 16px esclusivamente su mobile vecchio stampo e solo per evitare scroll davvero troppo infiniti, mantenendo una interlinea degna ed una leggibilità che ci pare accettabile. La massima grandezza online è 28px, con un kerning leggermente ridotto ed uno style bold su alcuni tag per gli heading. Il risultato finale ci pare armonico ed un buon compromesso sia con il layout su grandi monitor (usiamo un boxed piuttosto delineato) che in piccolo formato.

La nostra web agency sa curare adeguatamente il testo in un impaginato sia esso relativo ad una grafica offline o dedicata al web?

Curare i testi ci piace e lo facciamo sempre con molta attenzione, indipendentemente da dove vadano sistemati. Se hai intenzione quindi di chiederci un aiuto per poter finalmente donare il giusto valore ad un tuo impaginato, mandaci pure una mail a studio@skylark.team o passa a trovarci senza impegno. La nostra web agency è a Guidonia (Rm) ma ci muoviamo senza problemi e possiamo arrivare da te sia di persona che con una semplice live-call.

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