REALIZZIAMO UNA LANDING PAGE?

Ogni pagina del tuo progetto online, realisticamente è (o dovrebbe essere) una Landing Page.
Se vogliamo essere coerenti con il pubblico che arriva da noi, dobbiamo poter organizzare sempre i nostri contenuti con il piglio di voler spingere gli utenti che vi atterrano a compiere un’azione specifica.

Ovviamente poi, è più facile a dirsi che a farsi e molto spesso solo alcune sezioni di un buon sito web, un portale o un blog, vengono davvero ottimizzate come se dovessero funzionare da Landing Page. Messa in questo modo, sembra quasi si voglia relegare tutto il resto di un progetto ad avere un’importanza di secondo piano rispetto a questa benedetta pagina, ma dobbiamo ammettere (anche quando siamo del mestiere) che per questioni di forma, di comodità, per non rischiare di scadere troppo nella “vendita spinta” o semplicemente perché si ritiene opportuno dedicare tempo allo sviluppo di una risorsa trasversale alle altre, finiamo per avere ad esempio un sito corporate anche molto dritto, ma solo con alcune pagine davvero dedicate a un pubblico che deve essere invogliato e catturato a dovere.

Come realizzare una landing page efficace | Skylark, Web Agency a Guidonia e Roma

COME DEVE STRUTTURATA UNA LANDING PAGE CHE FUNZIONA?

Deve essere pensata e progettata in modo tale da invogliare un potenziale cliente alla visione (se non all’acquisto diretto) di un prodotto o di un servizio, a concedere spontaneamente (magari in cambio di un cadeaux) un contatto VIVO e spendibile, o addirittura a spingere direttamente alla chiamata, in modo da permettere all’offerente di rispondere in maniera rapida alle esigenze di quel momento e diventare (forse) un punto di riferimento per quel “prospect”, proprio in virtù della risoluzione celere di una problematica.

Per fare un lavoro corretto e coerente, dovremmo sempre partire dal presupposto che nel momento in cui un utente arriva sulla “Landing” e/o decide di metterci in mano parte del suo tempo o dei suoi soldi, sta compiendo un vero e proprio “atto di fede” nei nostri confronti, e in quel mentre, deve essere preso, invogliato, coccolato e soddisfatto. Perché? Perché l’azione di cliccare, entrare, vedere e decidere che fare è talmente facile e rapida che se non ci vuole niente per voler visualizzare un contenuto, ci vuole ancora meno per abbandonarlo e non accettare l’offerta che contiene.

In ogni caso, prima di iniziare a mettere mano sul progetto bisognerebbe mettersi di buona lena e stilare un primo elenco da cui partire, come ad esempio:

1) Tipo di business in cui siamo?
2) Tipo di clientela a cui stiamo puntando?
3) Tipo di concorrenza nel settore che si vuole aggredire?
4) Cosa offrono i concorrenti rispetto a quello che possiamo fare noi?
5) Cosa invece NON offrono (lasciando libero un tipo di servizio)?
6) Cosa vogliamo offrire realisticamente?
7) Se non stiamo vendendo in modo diretto, cosa proponiamo?

Quali sono i presupposti giusti per una Landing Page che converta

Principalmente deve essere congrua, ossia deve esserlo rispetto al messaggio iniziale che si è voluto esprimere nel link di partenza e nei titoli o nelle descrizioni che sono state affidate al crawler del motore di ricerca, ampliando il tutto nel modo necessario a soddisfare l’aspettativa dell’utente in arrivo.

Il suo look deve essere congruo così come il suo contenuto, relativamente a quello che si propone. Un utente medio, decide se rimanere su un contenuto con un semplice sguardo. Guarda, cerca foto (magari video) e solo dopo che ha capito di essere dove pensava di andare prima di cliccare si convince a metterci del tempo e magari a concludere.

Una Landing Page, non dovrebbe corrispondere alla home di un sito. Le home dei siti web dovrebbero (almeno a nostro modo di pensare) essere sfruttate più per fare “branding” che per altro. Far arrivare l’utente sulla home page di un sito non è pertinente allo scopo di una Landing Page e offre un tasso di conversione decisamente minore a quello di una sezione dedicata (ovviamente se non stiamo parlando di one-page-site). Può essere fatto? Si può fare certo, ma è più efficace realizzare delle strategie per portare il futuro acquirente in un luogo specifico e meglio esplicativo del prodotto da presentare, piuttosto che in una zona dove di solito almeno, vengono esposte varie panoramiche della società offerente il servizio.

I form in una landing page non devono essere troppo lunghi. Un form di iscrizione/contatto è tra le cose che più irritano chi naviga su un contenuto e non è uno del mestiere. Dobbiamo aver chiaro che si trova a doverlo riempire, non riceve nulla se prima non da qualcosa in cambio, e questo inibisce nella maggior parte dei casi una qualsiasi interazione. Finché rimane possibile, dare qualcosa in cambio alla compilazione è un buon modo per avere l’agoniato contatto. Che sia una guida, un manuale, uno sconto o un cadeaux a nostra discrezione, la pillola è bene indorata e più facile da ingoiare.

Tutto deve essere a favore della spinta alla call to action nella landing page. Non è elegantissimo spesso, ma in alcuni casi, anche la barra di navigazione potrebbe essere in più. Sembra un pochino costrittivo ma per chiudere il contatto e non lasciare via di scampo all’utente (se non quella di chiudere proprio il browser), in determinati contesti può aiutare la conversione.

Come realizzare una landing page efficace | Skylark, Web Agency a Guidonia e Roma

Consigli per realizzare una buona Landing Page

Titolo: Non dovremmo aggiungere altro, vero?

Tag-line: Snocciolare in modo facile e comprensibile la questione. Poche parole sotto al titolo per spiegare al volo.

Immagine/Video + Nome del prodotto/servizio: Spiegare con conteuti visuali rapidi il prodotto/servizio in modo esaustivo. Ricordarsi sempre che per quanto ci piacca scrivere robe, se l’immagine non vale, al testo nemmeno ci si arriva.

Offerta/Proposta: Argomentiamo la vendita. Anche qui, non troppe righe in cui si va a motivare il visual precedente e si inizia a convertire l’utente in cliente.

Form di contatto: Se tutto è stato fatto bene e recepito, bisognerà pure farsi contattare, quindi un form breve con poche info richieste. Se lo compilano la parte più complicata del lavoro è fatta.

Indicatori di trust: Non ci fanno impazzire a dire il vero perché almeno a noi danno un senso di “finto” ogni volta che li vediamo, ma abbiamo potuto sperimentare spesso che hanno un buon impatto. Instillano una sorta di fiducia in chi legge, che così si sente più rassicurato e più invogliato a venire da noi. Parliamo di recensioni, testimonianze, certificazioni e awards vari.

Corretto layout di apertura: L’area della pagina (above the fold) che viene vista da un utente senza che debba essere fatta nessuna azione come scroll o altro, è quella in cui pianificare tutti i concetti importanti. Per alcune categorie di Landing Page, già da questa prima schermata, bisognerebbe provare a chiudere il conto. Ovviamente, ognuna è un caso a sè, ma è possibile provarci.

Call to Action: La mettiamo all’ultimo ma non certo per importanza. É una cosa che va studiata, posizionata e sorretta da tutta la Landing Page, altrimenti perde senso. Non può essere solo un bottone vistoso o una scritta con compra ora. Può essere anche questo, si; ma bisogna ricondurre lì l’utente che deve avere ben presente fin da subito dove vogliamo arrivare, ma non deve sentirsi oppresso dall’insieme delle info che gli si sta dando e anzi, deve sentirsi a proprio agio nel momento stesso in cui se la trova davanti, perché tutto quello che ha visto in precedenza, lo ha rassicurato.

A questi poi si aggiungono download di documenti supplementari, video, contatti social, un trafiletto che parla di chi sta vendendo (visto che tecnicamente abbiamo ucciso la barra di navigazione) e magari anche la possibilità di iscriversi ad una newsletter.

Ma la Landing Page va sotto il dominio del sito?

La Landing Page è per sua definizione una pagina con una vita a sé stante e sarebbe quindi opportuno che dimorasse sola, su un dominio scelto con cura, che rispecchi a pieno quello che si sta per proporre nella propria offerta. Volendo fare un discorso proprio ai limiti dell’essere perfettini, focalizzare la mente dell’utente su quello che ha davanti corrisponde già a oltre la metà del lavoro che deve essere fatto. Abbiamo detto poco sopra che in determinati casi, potrebbe essere addirittura consigliabile eliminare la barra di navigazione, quindi, dare immediatamente informazioni sul dominio principale dove potersi spostare per navigare il resto del sito distraendosi da quello che era stato proposto non è il massimo.

Può essere fatto? Si, certo. Se vogliamo ad esempio lasciare dei link diretti alle sezioni principali direttamente dalla landing, un dominio di terzo livello può essere la soluzione ideale. Potremmo anche in alternativa strutturare una Landing Page informativa e quindi lasciare all’utente la possibilità di navigre, o magari ne facciamo (come accennato sopra) una questione di “branding” e preferiamo non separare troppo le cose. Le sfaccettature posso essere davvero molte e possiamo risolvere bene la cosa solo attraverso qualche tentativo, ma ci sono sempre determinati tipi di PRO e CONTRO in tutte le scelte; vediamone alcuni.

Vantaggi nel permettere a un utente di cambiare

• Si viaggia verso una risorsa completa che “attesta” la bontà del lavoro e quindi aiuta la conversione;
• Andiamo su una risorsa dove contestualmente si potrebbe trovare anche altro;
• Andiamo su una risorsa dove posso invitare a partecipare ad altre attività e ingrandire il tasso di fidelizzazione.

Svantaggi nel permettere a un utente di cambiare

• Cambio location e quindi si può chiudere di colpo la visita senza attendere perché chi sta cambiando non si fida;
• Pagina di acquisto non coerente o troppo diversa dalla landing iniziale, quindi si perde l’intenzione di acquisto;
• Troppa carne al fuoco nel sito di destinazione, quindi troppa distrazione che devia il prospect all’obiettivo finale.

Vantaggi nel convincere un utente a rimanere per definizione

• Una risorsa completa e ben gestita sicuramente ti trasmette fiducia e non ti sballonzola tra vari siti;
• Il processo di acquisto è più rapido. Meno click, meno fatica e utente più soddisfatto;

Uso dei colori nelle Landing Page

Concludiamo la mini guida alla realizzazioned un Landing Page con i colori. Di teorie e menzioni ad ogni tipo di strategia ± commerciale dovuta a questi ultimi in giro è praticamente pieno, e secondo noi rimane tutto sempre in una sorta di sfera molto soggettiva, che ognuno (al di là di situazioni proprio palesi) esprime/assimila per proprio conto. In ogni caso però, proviamo a fare un sunto dei significati che abbiamo trovato più spesso in giro, tanto per dare un minimo di idea a chi vuole provare a capire, per muoversi pure sotto questo punto di vista.

Blu: Sicurezza e Fiducia – Banche, enti finanziari e business in generale;
Verde: Benessere e ricchezza – Finanza e intrattenimento;
Giallo: Ottimismo e propositività – Proposte commerciali;
Rosso: Energia, emozione e urgenza – Vendite per liquidazione o settore food;
Rosa: Romanticismo e femminilità – Settore donna in generale, per prodotti e servizi;
Viola: Lenitivo e calmante – Settore bellezza;
Nero: Potenza ed eleganza – Lusso e tecnologia/tecnica all’avanguardia;
Arancio: Aggressività – settore commerciale, come presenza di prodotto.

Skylark, è una web agency che può realizzare una LANDING PAGE che funziona?

Possiamo realizzare una landing perfetta per te, per il tuo brand, per come vuoi rappresentarti e per come vuoi essere percepito dal tuo pubblico. Se hai intenzione quindi di portare avanti un lavoro per la creazione di una landing page che funzioni e vuoi coinvolgerci nel tuo progetto, mandaci pure una mail a studio@skylark.team,passa a trovarci senza impegno o prendi un appuntamento con noi dalla nostra landing page dedicata alla creazione di siti web. La nostra web agency è a Guidonia (Rm) ma ci muoviamo senza problemi e possiamo arrivare da te sia di persona che con una semplice live-call.